NO ALLA TRACIMAZIONE CONTROLLATA

22 Febbraio 2019

Resoconto dell’incontro del 15 febbraio scorso tra il Consorzio e i sindaci del territorio (Mantovano e Reggiano) e il Consorzio Oltrepò Mantovano.

RESOCONTO DELLA RIUNIONE DEL 15.2.2019 A SAN BENEDETTO PO

RELATIVO ALL’IPOTESI DELLA TRACIMAZIONE CONTROLLATA

Il presente documento che ho avuto mandato di redigere non costituisce verbale ma un promemoria di quanto svoltosi e delle conclusioni raggiunte nella riunione di San Benedetto Po il 15 febbraio ultimo scorso alla presenza di tutti i rappresentati degli enti locali del comprensorio di bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po, ed anche del Presidente del Consorzio Oltrepò Mantovano.

Attraverso le risposte dell’assessore regionale Pietro Foroni ad una interpellanza appositamente proposta dal consigliere Barbara Mazzali su sollecitazione del Sindaco di San Benedetto Po Roberto Lasagna, sul tema del miglioramento della sicurezza del territorio dal rischio alluvione, traspare che la Regione Lombardia non ritiene tecnicamente ed economicamente sostenibile l’adeguamento di tutti gli argini di Po a quote per un tempo di ritorno di 200 anni (piena PAI) ma in alternativa considera possibile la realizzazione di alcuni tratti di argini maestri tracimabili senza rottura posti ad una quota inferiore (130 anni, piena SIMPO), soluzione già sperimentata per il Lambro.

In riunione ho inizialmente premesso che l’incontro è stato voluto e convocato dal Consorzio di Bonifica sia per esplicitare le nostre perplessità sulla ipotesi sostenuta da regione Lombardia di valutare la realizzazione di argini tracimabili senza rottura in caso di piene del fiume Po, sia per conoscere il pensiero degli attuali amministratori dei comuni ricompresi nel comprensorio di bonifica su questa importante tematica.

Specifico che questo nuovo approccio potrebbe essere di fatto un input progettuale per la tanto attesa chiusura della finestra arginale in destra Po di Mirasole, per la quale purtroppo si ipotizza una piena con tempo di ritorno di solo 130 anni (SIMPO 82 più 1 metro di franco) e addirittura la realizzazione di un argine tracimabile.

La relazione del Direttore del Consorzio ha illustrato nel dettaglio le ipotesi di intervento della regione Lombardia per il miglioramento della sicurezza idraulica del territorio evidenziandone vantaggi, rischi e sperequazioni; ha precisato che l’adeguamento alle quote SIMPO 82 ed il contestuale consolidamento a reggere una tracimazione senza rottura di un breve tratto del sistema difensivo del destra Po (Mirasole), ne pregiudicherà il suo successivo sopralzo alle quote PAI, soprattutto durante i prossimi eventi estremi: chi lascerà infatti costruire dalla protezione civile una ulteriore difesa, dove l’argine è vocato alla sua tracimazione studiata per la sicurezza dei tratti di valle?  

Il Direttore ha inoltre illustrato le proposte alternative del Consorzio, queste ultime incentrate sul sovralzo degli argini a quota PAI (tempo di ritorno 200 anni con franco 1 metro), sullo sfruttamento delle potenzialità di tutto il sistema golenale del medio tratto del fiume, in molti casi abbandonato alle limitate forze dei privati proprietari, sul potenziamento dell’allertamento e conseguente pianificazione delle attività di protezione civile, nonché sull’abbandono dell’idea della tracimazione degli argini maestri.

Ritengo di riassumere il parere di tutti nelle seguenti sintetiche conclusioni raggiunte all’unanimità dei presenti dopo animato dibattito durante il quale hanno preso la parola tutti gli intervenuti:

Si ritiene necessario eliminare dalle prospettive di intervento le opere che consentirebbero la “tracimazione” del fiume Po (addirittura lo stesso vocabolo) e di investire sul sistema delle golene, oltre ovviamente e prioritariamente sulla chiusura delle attuali finestre ad una piena uguale per tutti.

Si valuta positivamente la disponibilità dell’Assessore a procedere solo con la piena condivisione dei territori interessati, in quanto si ritiene che sia stata sottovalutata la ripercussione negativa allo sviluppo dell’intera area interregionale dalla esecuzione di opere vocate alla sua difesa parziale.

Ci si impegna a rappresentare nei rispettivi consigli la problematica illustrata al fine di un coinvolgimento più fattivo di tutte le forze politiche e sociali.

Il Presidente del Consorzio Ada Giorgi